2018-giornata-mondiale-della-terra
INTERVENTO APICOLTORE

Perché  è importante salvaguardare le api? Le api non sono solo quelli insetti fastidiosi che ci fanno correre per evitare punture pericolose, ma le api hanno un ruolo fondamentale per gli ecosistemi, l’agricoltura e la produzione di cibo visto che un terzo di quest’ultima dipende dall’impollinazione. La loro sopravvivenza è minacciata dalle grandi aziende che producono pesticidi e da un modello agricolo che fa uso sempre più ampio di prodotti chimica dannosi. La progressiva diminuzione degli insetti impollinatori dovrebbe interessare noi tutti , dovremmo agire per salvaguardare le api ma anche noi stessi e preservare il nostro fragile ecosistema. In silenzio miliardi di api stanno morendo e la nostra catena alimentare è in pericolo. L’opportunità per salvarle  è di spingere gli Stati Uniti e l’Unione Europea a unirsi per la messa al bando di quei prodotti dall’azione cruciale.
Biodiversità, orti botanici in pietra flora urica in città, natura realizzata in pietra su facciate e interni di chiese

La pietra protagonista e nello stesso tempo narratrice di storie, fantasie e momenti storici che ci accompagnano nel quotidiano.
Qui nel Salento, la natura realizzata in pietra sulle facciate delle Chiese intreccia lunghe storie, quasi sempre appena sussurrate, nelle quali la nozione del tempo si misura sul frenetico ricamo delle architetture. Lecce fu nel Seicento fastoso e miserabile la città delle accademie e della peste, di edifici sontuosi e di povere stamberghe.

Veneziani, genovesi, lombardi, ebrei, saraceni, mercanti e truffatori, sapienti e contrabbandieri si avvicendarono e s'intrecciarono senza interruzione lasciando sulle facciate dei palazzi pubblici e privati, nelle chiese, sulle facciate di queste, i segni di un passaggio e di una devozione le cui uniche conseguenze erano conservate, e lo sono ancora, dalla pietra.

La pietra, allora, come protagonista, e narratrice nello stesso tempo, di una vicenda arcana che ancora incanta. Ogni mensola di balcone, ogni festone, ogni modiglione, ogni arco, ripropongono una maniera di inventare la vita.
Un festone ricco di fiori e frutta è la gioia popolare di vivere malgrado tutto, è la felicità dell'estate che da un senso di benessere alla pietra che s'indora ed assume le più dolci coloriture. La Chiesa del Carmine, quella del Rosario, quella di S. Chiara, con i loro motivi architettonici s'impongono per la linearità severa, ma non pesante. Il pozzo del Cino nel cortile del Seminario, prodigo di frutta e puttini, sembra un fiore sbocciato in una tiepida serra. Efflorescenze dovunque, in ogni caso! Qui la natura s'è trasformata in elemento a portata di mano degli anonimi scultori cui premeva trasferire sulla pietra il senso di una solare vitalità.

Come per altro ritroviamo nella Chiesa di Santa Chiara, ex convento delle Clarisse o nella Chiesa del Rosario, di chiara concezione barocca  con il suo interno, delle originarie opere architettoniche e decori e i suoi due meravigliosi altari barocchi.